Progettazione allestimenti museali: il ruolo dell’architetto e del designer d’interni

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Negli ultimi anni si sta assistendo all’organizzazione di un numero sempre maggiore di mostre ed esposizioni all’interno di musei o centri espositivi, oltre che a progetti di riallestimento museale. Il successo, economico e d’immagine, di questi eventi coinvolge e interessa, oltre i soggetti istituzionali pubblici, anche le aziende private e le fondazioni bancarie in progetti ed eventi culturali che offrono buone possibilità di visibilità.

L’ingresso nel mondo della cultura di soggetti privati permette, quindi, anche nuove opportunità lavorative per una serie di professionalità molto precise. Per quanto riguarda l’allestimento di mostre e il riallestimento dei musei si necessita di museologi, esperti di marketing, addetti stampa, museografi, allestitori, designer d’interni, architetti, esperti d’organizzazione e molte altre figure caratterizzate da un alto tasso di specializzazione.

Tra le molte professionalità, c’è pure quella del progettista di allestimenti museali. Si tratta di una figura che deve avere una cultura molto ampia che spazia dalle nozioni di design d’interni a quelle storico-artistiche, da quelle di museografia a una solida conoscenza dei materiali, dall’illuminotecnica alla microclimatologia.

Se ti piacerebbe diventare progettista di allestimenti museali il miglior percorso da fare è quello di portare a termine degli studi di architettura o di design d’interni e successivamente specializzarti con un corso o con un master in allestimenti museali, ormai abbastanza diffusi. Giusto per fare qualche esempio: il master in “Exhibit & Public Design” dell’Università La Sapienza di Roma, il corso in “Allestimento museale” di Domus Academy a Milano, il corso in “Progettazione degli allestimenti museali” dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.